PRINCIPIA DISCORDIA

novembre 2013

HUGO WILSON

PRINCIPIA DISCORDIA

ProjectB presenta Principia Discordia, la seconda mostra personale in galleria del giovane artista inglese Hugo Wilson.

In mostra un eclettico gruppo di opere che, in dialogo fra loro, esprimono una comprensiva linea di ricerca sulla necessità umana di manifestare un potere più grande di se stesso, attraverso le idee, i miti, l’organizzazione delle società, le divinità e gli oggetti.


La sua pratica artistica, decisamente contemporanea, spazia attraverso disegni, sculture installazioni e dipinti a olio per indagare la storia complessa del rapporto dell'arte con la religione, la scienza e la politica della Chiesa e dello Stato.

“Sembra che l’umanità attraverso i secoli abbia in comune la necessità di elevare simboli contro l’ignoto e i tentativi di strutturarsi, per difenderci dal caos di ciò che non conosciamo, attraverso le opere d’arte, sono i più affascinanti.” HW

PRINCIPIA DISCORDIA

Hugo Wilson ha creato un gruppo di opere dove la contaminazione multidisciplinare è evidente in ciascun lavoro ma lo sviluppo della mostra nel suo complesso è il fondamentale tentativo dell’artista, fortemente influenzato dalla storia, di risolvere un disagio di fondo rispetto ai movimenti artistici da cui è costantemente attratto ma che non hanno alcun rapporto reale con il contemporaneo.

“Che si tratti di una pittura rupestre o di un altare, in realtà è lo stesso tipo di decisione umana che ne fa dei simboli e l’idea che il passare del tempo, la saturazione, li renda del tutto invisibili e privi di potere è molto interessante” HW

Questo complesso percorso ha portato Hugo Wilson a creare delle opere vicine al genere artistico che affronta ma dove il soggetto è completamente rimosso costringendo l’osservatore a mettere in discussione quegli stesi parametri che regolano le categorie preconcette. Nel grande dipinto a olio Chassis il soggetto - ispirato all’arte pastorale Inglese del XVIII secolo, è ridotto al suo materiale di base, di muscoli, ossa e tendini mentre nelle sculture di terracotta con bassorilievi che prendono ispirazioni da narrazioni mitologiche e scene di battaglie, l’artista rimuove le parti narrative più evidenti rendendo impossibile l’intuizione della storia originale.

Un’apertura a nuove forme di narrazione e all’interpretazione che rappresenta una fondamentale riflessione sull’approccio ai simboli, riuscendo parallelamente a realizzare il difficile equilibrio tra l’arte contemporanea e quella tradizione dove il fare artistico comporta una trasformazione: l’intervento della mano dell’artista che realizza l’opera d’arte.

“Mi piace l'idea che questi dipinti siano grandi e tecnicamente difficili, perché l'estetica di queste opere è una parte fondamentale di come il soggetto e la relazione ad esso rimangono irrisolti.” HW