DE PICTURA

giugno 2015

DE PICTURA

Keith Tyson & Hugo Wilson: De Pictura un dialogo sulla pittura.

Il lavoro dei due artisti Inglesi, rappresentanti di due diverse generazioni e da sempre protagonisti della storia della galleria, è raccontato attraverso la giustapposizione di due stanze. 

Keith Tyson presenta per la prima volta in Italia la sua nuova serie di Natural Portraits, opere eseguite a tecnica mista su alluminio, il cui risultato, indipendente dalla mano dell’artista, è il risultato delle leggi della fisica in azione. 

Hugo Wilson, per il quale il lavoro di Keith Tyson è sempre stato una fonte d’ispirazione, esporrà quattro pannelli a olio dove i riferimenti storico/mitologici che caratterizzano la sua opera si dissolvono in una pennellata o nella matericità delle due sculture di terracotta. 

De Pictura

De Pictura è il primo trattato scritto in latino dall’architetto e storico dell’arte Leon Battista Alberti. Il primo scrittore post-classico a scrivere un’opera di storia dell’arte, in opposizione ai lavori sulla funzione delle tecniche artistiche e l’arte sacra. 

Keith Tyson e Hugo Wilson hanno decostruito la pittura in maniera simile a quella descritta nel libro per mettere in discussione che cosa vuole dire creare un significato a partire dall’arte. 

Entrambi vogliono trasmettere significati filosofico/scientifici, referenze storico/sociologiche attraverso tecniche differenti il cui risultato si potrebbe definire figurativo, ma dove soggetti e riferimenti si confondono in qualcosa di famigliare anche se non del tutto riconoscibile. 

In mostra un gruppo di opere dove una sorta di gioco estetico si tramanda di generazione in generazione, per conquistarne gli estremi: Keith Tyson rimuovendo se stesso, la mano dell’artista, dal processo creativo al contrario di Hugo Wilson che ne è completamente artefice. 

Keith Tyson: Unnatural Portraits

Gli Unnatural portraits di Keith Tyson sono una combinazione di due processi. 

I Nature Paitings innanzitutto che utilizzano i processi chimici e le leggi fisiche con il risultato che quello che succede in superficie è al di fuori del controllo dell’artista. 

“Dispongo i colori, ma tutto si muove in maniera così drastica, coerentemente alle leggi della fisica, che ho un controllo limitato sul risultato da cui emerge invece quest’idea di una bellezza imprevedibile nata da un processo semplice. Se come spesso è il caso, i risultati sono reminescenze di forme della natura come le nuvole, le cellule e i fiumi questo accade solo perché le stesse leggi che regolano la natura creano i dipinti.” Keith Tyson 

In questi lavori il processo dei Nature Paintings è applicato su dipinti a olio su alluminio (cui sono successivamente applicati i chimici) liberamente ispirati alle immagini di vecchi album scolastici. I protagonisti/soggetti sono neo laureandi sul punto di fare la loro comparsa nel mondo e diventare dei membri attivi della società in cui vivono in una maniera ancora tutta da definire. 

L’idea di un’identità formata, sia dalle leggi della fisica, che dalla struttura socio/economica e dall’educazione rappresenta tutti livelli di significato insiti nel ritratto. 

“Voglio che lo spettatore si trovi di fronte ad un ritratto come congelato in uno stato particolare. Tutti i ritratti rappresentano un momento passato ma questi dipinti sono come interrotti da sovrapposizioni di altri processi. Rappresentano il punto d’intersezione di diverse curve. Gli unnatural portraits congelano il processo rendendo esplicita la dinamica dei flussi che è la vera intima natura dell’essere umano” Keith Tyson

Hugo Wilson

Anche il lavoro di Hugo Wilson esplora l’incapacità di cogliere il senso di se analizzando il bisogno umano d’ideologie, indipendentemente da quale esse siano. I lavori in mostra sono continue decostruzioni di sistemi ideologici. L’artista è affascinato dal processo attraverso cui le strutture di potere – politiche o religiose – nascono e si sviluppano.

“Hugo Wilson osserva nel tentativo di comprendere le strutture biologiche, culturali, storico, filosofiche che sottostanno alla esistenza umana come punto di partenza per analizzare i modi in cui la cultura prende il materiale grezzo della e lo utilizza per generare significato” Ben Tufnell

Le sculture sono un mix di riferimenti degli ultimi due millenni. La terracotta è pura per non distogliere l’attenzione dalle forme stesse che nascondono ogni simbolo riconoscibile. I lavori sono lasciati nel loro stato grezzo per rendere il collegamento tra fango (argilla) decisione umana (l’atto di scolpire) e idolo (scultura) più evidente.