ALETHEIA (αλήθεια)

aprile 2016

TINDAR

ALETHEIA (αλήθεια)

ProjectB è felice di presentare la prima personale del giovane artista Italiano Tindar. 
Diciotto opere che svelano una vera e propria ricerca sulla scoperta dell’essere e l’origine delle civiltà; da cui il titolo della mostra Aletheia, dal greco verità, svelamento ma anche e soprattutto rivelazione dello stato del non essere nascosto. Il punto di vista, non ordinario, da cui osservare le cose e l’intuizione che ne deriva, all’origine di tutti i lavori in mostra.

“Come osservo un albero e provo ad immaginarne le radici, così osservo una foglia e le sue misteriose ombre. Sostanza concreta, silenziosa e potente: questo è l’insegnamento che la natura mi dà e dinnanzi al quale m’inchino.”
- Tindar 

Una rappresentazione dell’importanza della relazione tra natura e verità espressa attraverso tecniche eterogenee, dalla matita al carboncino su pagine di libri antichi per le Radici, alle opere impresse e ripetute mille volte, in un gesto quasi scultorio nelle Identità fino ai Teatri delle Ombre

“La natura conserva tutto ciò che ha fatto accuratamente nascosto, finché non lo si voglia guardare con riverenza.”
- John Ruskin 

ALETHEIA (αλήθεια) 

Le Radici, rappresentazione visiva di ciò che non si può vedere, partono da una riflessione dell’artista sulla cultura, sulla nostra identità di esseri viventi, di uomini, di occidentali. Tindar le utilizza come simbolo, disegnandole su pagine di testi antichi ricercati personalmente e che sono alla base della nostra civiltà e cultura: l’Orlando Furioso, la Divina Commedia o i testi sacri delle tre grandi religioni monoteiste. 

Per realizzare le opere della serie Ombre, invece, l’artista si affida totalmente alla natura, cercando nelle foglie intatte e nella loro immutata bellezza un’epifania segreta e meravigliosa del non essere nascosto, l’ombra, appunto, che si rivela unicamente nel momento in cui smette di cercare; perché solo senza aspettarsi niente di specifico, ma mantenendo la mente aperta, è possibile trovare quello che si nasconde nelle cose. 

“Solo grazie a questo lavoro sono riuscito a comprendere a pieno la frase di Picasso: Io non cerco, trovo.” 

Le Identità infine, l’impressione dell’impronta digitale sono una vera e propria allegoria dell’io.Una serie nata attorno all’unicità delle nostre impronte digitali, impresse a inchiostro su carta e ripetute in un gesto quasi scultorio, mille volte a quadro per ricreare la forma specifica di ognuno. Il micro della nostra semplice impronta che forma il macro di una forma effimera, allegoria del nostro Io, che ripetendosi all’infinito, mostra la sua inconsistenza. 

THE TRACE PROJECT

A partire da queste prime opere l’artista ha dato vita ad un nuovo significato per la serie, The Trace Project, un progetto dove l’arte si mette al servizio dell’uomo per portare un aiuto diretto ai migranti di Calais, un caso di triste attualità. Tindar si è recato personalmente più volte, da novembre in poi, nei campi profughi per raccogliere seimila impronte impresse dagli stessi rifugiati, senza differenze di razza, credo o religione.

Un gesto di consapevolezza dove per la prima volta ai migranti è chiesto di offrire un contributo, invece di chiedere la loro impronta digitale per identificazione.Impresse questa volta singolarmente, le seimila impronte, andranno tutte insieme a formare una nuova grande opera da contrapporre a quelle singolarmente rappresentate dell’uomo occidentale, proponendo una presa di coscienza sulla smisurata grandezza del nostro Io. 

Tindar, Aletheia, Installation view 2016

Tindar, Aletheia, Installation view 2016

Tindar, Piccola Radice Quadrata su Odissea (testo in greco a fronte latino), metà 1700, 2016, 55x60 cm

Tindar, Piccola Radice Quadrata su Odissea (testo in greco a fronte latino), metà 1700, 2016, 55x60 cm

Tindar, Senza titolo, 2015, scatola in ferro, foglia, led, 30x40x30 cm

Tindar, Senza titolo, 2015, scatola in ferro, foglia, led, 30x40x30 cm

Tindar, Trittico religioni su pagine di Bibbia, Corano e Torah, 2016, 70x220 cm

Tindar, Trittico religioni su pagine di Bibbia, Corano e Torah, 2016, 70x220 cm

Tindar, Radici su pagine della Divina Commedia, 1578, 2016, 125x245 cm

Tindar, Radici su pagine della Divina Commedia, 1578, 2016, 125x245 cm